Penna o tastiera per il cervello? La scrittura a mano vince

Johann Rossi Mason

Impariamo a colorare da piccolissimi, poi a disegnare e alla fine ci cimentiamo con una delle attività più raffinate: scrivere a mano. Che siano penne, matite, pennini o pennarelli, scrivere è a mio parere uno degli atti più romantici e irrinunciabili. Lo afferma una persona chre a mano ha scritto la prima stesura dei suoi dieci libri, che in borsa ha un astuccio di penne e per la quale la cancelleria è una voce di bilancio. Nella mia classifica personale quindi la scrittura è preferita alla tastiera di cento posizioni. Anche se scrivere al pc è più veloce e comodo. Il maggiore tempo necessario per scrivere a mano però mi permette di prendere lo spazio mentale per pensare, la scrittura, il testo, sono quindi meno impulsivi e più meditati. Oltre al piacere della visione dei caratteri che prendono forma sul foglio, meglio se bianco e illuminato da un raggio di sole, condizione che diventa romanticismo puro. 

Scrivere permette inoltre di essere più creativi grazie alla scelta di strumenti e colori, nel mio caso mi rivela anche disagi e stati d’animo, la grafia infatti risente molto anche dell’umore. Se sono agitata o ansiosa i tratti diventano meno fluidi e gradevoli alla vista. La mano mi rivela qualcosa del mio intimo. 

Secondo una ricerca recente pubblicata sulla rivista Frontiers in Psychology  la scrittura a mano avrebbe degli effetti cognitivi misurabili con impatti significativi sull’apprendimento e sulla memoria.

Dopo uno studio condotto su 36 studenti universitari, i ricercatori dell’Università norvegese di scienza e tecnologia hanno rivelato che la scrittura a mano potenzia l’attività cerebrale, migliorando notevolmente l’apprendimento e la memorizzazione rispetto alla digitazione.

Attivazione cerebrale completa

La scrittura a mano coinvolge una vasta rete neurale, stimolando le aree visive, sensoriali e motorie del cervello. A differenza della digitazione, che coinvolge solo una frazione del cervello, la scrittura manuale richiede una comunicazione sinergica tra queste diverse regioni, offrendo un’esperienza di apprendimento più profonda e coinvolgente.

Connessioni neurali potenziate

Gli studi hanno dimostrato che la scrittura manuale, a differenza della digitazione, favorisce la creazione di connessioni neurali vitali, soprattutto nelle regioni frontali e temporali associate alla memoria. Questo processo di comunicazione inter-regionale è cruciale per il potenziamento cognitivo e l’assorbimento delle informazioni. 

“Quando devi formare lettere a mano, una ‘A’ avrà un aspetto completamente diverso da una ‘B’ e richiede un modello di movimento completamente diverso e più complesso”, ha detto van der Meer, uno degli autori della ricerca che ha sottolineato come invece spingere un tasto è una attività molto meno raffinata. Dopo aver impiegato tanti anni ad imparare a scrivere, abbandonare questa capacità sarebbe proprio un peccato. 

Non è un caso che moltissimi studenti abbiano l’abitudine di scrivere appunti o riassumere le lezioni, scrivere fissa infatti i concetti nel cervello, sebbene ripetere a voce alta e fare dei ripassi strategici sia molto più efficace e veloce.

Impatto su tutte le età

Non sono solo i giovani a trarre vantaggio dalla scrittura a mano. Persino gli anziani possono sperimentare miglioramenti cognitivi grazie a questa pratica. Tuttavia, i benefici maggiori si osservano durante lo sviluppo cerebrale iniziale, quando la scrittura a mano si integra con altri processi di apprendimento.

Corsivo e altre considerazioni

Il dibattito sull’insegnamento del corsivo nelle scuole continua. Mentre alcuni sostengono che il corsivo offra benefici unici, altri suggeriscono che la scelta tra corsivo e stampato dipenda dalle preferenze individuali degli studenti e dalle esigenze specifiche delle aule. Inoltre pc e tablet sono sempre più presenti sui banchi di scuola e in alcuni casi si tende a sostituire carta e quaderni con le tastiere. 

La soluzione? Integrare gli strumenti, entrambi preziosi, niente integralismi e una attenzione alle preferenze individuali degli studenti. La scrittura a mano come attività gratificante è talmente consolidata che anche i produttori di tablet da alcuni anni hanno integrato penne per scrivere sugli schermi.

L’articolo in 5 punti

  1. Preferenza per la scrittura a mano: L’autore esprime una preferenza personale per la scrittura a mano, nonostante la digitazione sia più rapida e conveniente. La scrittura manuale offre uno spazio mentale per riflettere e rendere i testi più ponderati e meditati.
  2. Effetti cognitivi della scrittura a mano: Una ricerca pubblicata su Frontiers in Psychology evidenzia gli impatti significativi della scrittura a mano sull’apprendimento e sulla memoria, confermando che potenzia l’attività cerebrale e migliora la memorizzazione rispetto alla digitazione.
  3. Attivazione cerebrale completa: La scrittura a mano coinvolge una vasta rete neurale, stimolando le aree visive, sensoriali e motorie del cervello, offrendo un’esperienza di apprendimento più profonda rispetto alla digitazione.
  4. Connessioni neurali potenziate: La scrittura manuale favorisce la creazione di connessioni neurali vitali, specialmente nelle regioni associate alla memoria, potenziando il processo di apprendimento e l’assorbimento delle informazioni.
  5. Impatto su tutte le età: La scrittura a mano non è vantaggiosa solo per i giovani ma può portare benefici cognitivi anche agli anziani, sebbene i maggiori vantaggi si osservino durante lo sviluppo cerebrale iniziale, integrandosi con altri processi di apprendimento.
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