Psicoterapia online: è ugualmente efficace?

Ida Macchi  

Negli ultimi anni c’è stato un vero e proprio boom di richieste di sedute di psicoterapia online. Ad incrementarle: i rapidi progressi della tecnologia, la diffusione di persone che accedono ad internet e la conseguente possibilità, grazie a una webcam e a un microfono, di avere un faccia a faccia e un dialogo interattivo con un terapeuta, direttamente tra le quattro mura di casa propria, in ufficio, o addirittura in auto. A far da turbo a questa nuova modalità, si è poi aggiunta anche la complicità di distanziamento sociale, quarantene e isolamento, imposte dalla pandemia da Covid 19, che hanno fatto lievitare le richieste. La psicoterapia online, però, è ben accetta? Soprattutto, funziona sul fronte diagnostico e curativo?

Modalità a confronto 

Le risposte le ha date una recente metanalisi: ha confrontato l’efficacia delle sedute digitali con quella delle sedute in presenza, ovvero nello studio del  terapeuta e “dal vivo”, valutandone i risultati anche in rapporto al tipo di problematica psicologica affrontata e al tipo di approccio psicoterapeutico adottato. Il primo dato che emerge è che la ‘videoterapia’ online è ben accetta. “Non c’è dubbio: è funzionale per chi vive in aree poco servite sul fronte dei servizi di salute mentale, ma anche per chi, per motivi di lavoro, ha una scarsa disponibilità di tempo, o da chi è perennemente in viaggio”, conferma la dottoressa Vincenza Castronovo, psicoterapeuta cognitivo comportamentale dell’ospedale San Raffaele di Milano. “All’ora e al giorno prestabiliti, ci si può collegare con il proprio terapeuta, mantenendo senza stress quella continuità negli appuntamenti che è una delle regole vincenti della psicoterapia “.

Non solo, per qualcuno la videochiamata  è addirittura preferibile all’incontro vis a vis: è quanto afferma l’American Psychological Association. Soprattutto per i pazienti più giovani, dicono gli esperti  americani,  abituati fin da piccoli a una comunicazione mediata da chat e piattaforme, la terapia in video può risultare addirittura più rassicurante di un incontro di persona.

Uguale efficacia? Non per tutti i distubi

La metanalisi ha dimostrato che le sedute online hanno un’efficacia clinica che non si differenzia da quella della psicoterapia erogata in presenza. “Nulla di strano”, commenta la dottoressa Vincenza Castronovo. “Anche online un buon terapeuta può mettere in campo quell’empatia che gli permette di immedesimarsi nei problemi, nelle sofferenze e nelle emozioni del paziente. E’ questo è fondamentale per il successo della terapia perché significa che, anche via video, riesce a mettersi nei panni dell’altro, creando quell’unione sottile che gli permette di comprenderne e di accoglierne il vissuto emotivo. Da lì la fiducia, il rispetto e la collaborazione reciproca che sono fondamentali per condividere gli obiettivi e raggiungere uno scopo comune”. Stando alla metanalisi, la psicoterapia online si dimostra inoltre particolarmente efficace per il trattamento dei disturbi d’ansia, la depressione e il disturbo post-traumatico da stressMeno efficace, invece, per il disturbo ossessivo compulsivo e i disturbi alimentari.  

Ok alla cognitivo comportamentale

La tipologia di trattamento che si è guadagnato il primato come efficacia online è stato quella cognitivo comportamentale che aiuta i pazienti ad individuare i pensieri ricorrenti e gli schemi disfunzionali di ragionamento e d’interpretazione della realtà, in modo che possano sostituirli e/o integrarli con convinzioni più funzionali. Insomma, una terapia in cui il paziente è attivo e non delega completamente la sua guarigione al terapeuta.

“Questo tipo d’approccio prevede poche sedute (in genere una decina) , ma soprattutto propone tecniche utili per superare i propri disagi, ovvero una serie di strumenti che ognuno può poi utilizzare da solo. Nessuna differenza, perciò, se vengono appresi in presenza o online”, conferma la dottoressa Castronovo. “Nei casi di ansia sociale, che viene vissuta come una perenne paura di comportarsi in modo “sbagliato” e di venir mal giudicati, per esempio, propone strategie per migliorare le capacità e le abilità nell’ affrontare le situazioni temute. Se invece l’ansia viene innescata da una fobia (come la paura degli insetti, degli spazi aperti, o dell’altezza), oltre a suggerire metodi di rilassamento per controllare reazioni fisiche, comportamento e pensiero irrazionale verso l’oggetto fobico, propone la cosiddetta desensibilizzazione sistematica, ovvero esercizi che permettono un graduale faccia a faccia con la propria paura: prima virtualmente e con la sola immaginazione e poi progressivamente ‘in vivo’. Risultato: anche online, si riesce a rompere il ‘loop’ che imbriglia il pensiero e si aiuta il paziente a gestire la situazione ansiogena nei suoi contorni reali”.

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