Ricerca endometriosi, conosciuta solo da una donna su due, colpisce il 15% delle italiane in età fertile

Si è svolto il 1 febbraio a Roma, presso la sala “Caduti di Nassirya” del Senato, l’evento “Dare voce al silenzio: Prevenire ed affrontare l’endometriosi” promosso da Carrefour Italia su iniziativa del Senatore De Priamo, con l’obiettivo di sensibilizzare istituzioni, associazioni e cittadini su una patologia che riguarda il 15% delle donne italiane (pari a circa 3 milioni), e che può avere un forte impatto sulla qualità della vita, sia dal punto di vista fisico che psicologico, anche perché può causare infertilità, ma che non sempre viene diagnosticata e trattata in modo adeguato e soprattutto  è conosciuta solo da 1 donna su 2.

All’evento hanno presenziato Paola Accornero, General Secretary and HR Director di Carrefour Italia; Riccardo Grassi, Head of Research SWG; Giulia Costantini, Junior Researcher SWG; On. Ilenia Malavasi, Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati; Nicoletta Orthmann, Direttrice medico-scientifica Fondazione ONDA e Elena Crobu, Referente Sardegna Associazione A.L.I.C.E.

La ricerca commissionata da Carrefour Italia e realizzata da SWG, ha evidenziato che solo 1 donna su 4, tra i 35 e i 55 anni, parla di aiuti economici e di azioni di sensibilizzazione all’interno delle aziende, che permettano di evitare pregiudizi sul posto di lavoro. A questo si aggiunge che il 51% delle intervistate individua nello smart working una delle principali soluzioni da adottare per favorire l’inclusione lavorativa, mentre il 33% chiede più giorni di congedo retribuito e il 32% chiede azioni di informazione finalizzate a promuovere un accesso più tempestivo e appropriato ai percorsi specifici di diagnosi e cura. Il 24%, vorrebbe avere un aiuto economico per sostenere le spese mediche e il 23% richiede azioni di sensibilizzazione interna per evitare pregiudizi. Questo perché per il 76% delle intervistate l’endometriosi incide sulla stabilità psicologica ed emotiva e per il 61% sulle performance lavorative, per il 47% sulle possibilità di carriera e per il 41% sui rapporti con colleghi e colleghe. 

Consapevole di questa situazione, Carrefour Italia ha implementato una Policy Endometriosi che prevede un giorno al mese di congedo, interamente retribuito e rivolto a tutte le collaboratrici che ne soffrono per fornire loro supporto e affrontare con maggiore serenità questa patologia, in assenza – al momento – di una normativa specifica dedicata. – afferma Paola Accornero, General Secretary and HR Director di Carrefour Italia – “Siamo qui anche per questo motivo: aprire un dialogo con le istituzioni e associazioni per fare un percorso insieme, che aiuti a superare lo stigma su questo tema attraverso l’introduzione di strumenti che aiutino ad affrontare con maggiore serenità una problematica di salute che influenza la quotidianità lavorativa e che garantiscano pari opportunità tra uomini e donne sul luogo di lavoro.”

La situazione di forte disinformazione e confusione sul tema si riflette anche sulle abitudini e sulle scelte delle donne in materia di prevenzione e cura: solo una piccola parte delle intervistate (meno del 4%), è in grado di riconoscere correttamente tutti i sintomi, le cause, le conseguenze e le possibili terapie. Quasi una donna su 2 pensa che per alleviare i dolori basti assumere farmaci antidolorifici, mentre il 35% crede che sia facile da diagnosticare, già alla comparsa dei primi sintomi.

Quasi il 60% delle donne che ha il dubbio di essere affetta da endometriosi non ha mai effettuato una visita di controllo: un dato allarmante se pensiamo che si tratta di donne in età fertile, che pur essendo consapevoli delle caratteristiche e delle implicazioni dell’endometriosi, non hanno ancora trovato il coraggio o l’opportunità di verificare le proprie preoccupazioni. La percentuale di donne che non si sottopone a controlli aumenta tra le over 45 e tra chi non conosce la malattia.

In generale, le donne più informate sono le under 45 e quelle con una scolarità più elevata, mentre le intervistate con una scolarità più bassa sono anche quelle che dichiarano di non averne mai sentito parlare (il 21%). Tra le donne intervistate, solo il 4% afferma di soffrire di endometriosi, 1 su 3 conosce almeno una persona che ne è colpita mentre l’11% non esclude di poter essere affetta.

Le donne affette da endometriosi e/o che conoscono donne con questa patologia e le donne che hanno il dubbio di soffrirne dimostrano una maggiore conoscenza delle sue conseguenze nella quotidianità: l’82% sa che deve seguire precise terapie farmacologiche e il 62% che dovrà assentarsi dal lavoro/scuola nei giorni nel periodo mestruale. Il 35% è consapevole che potrebbe far ricorso alla procreazione medicalmente assistita e il 27% sa che potrebbe essere sottoposta a interventi chirurgici di isterectomia per risolvere la situazione.

L’incontro odierno è una occasione importante per promuovere corretta informazione e consapevolezza su una patologia femminile che, seppur benigna, può avere un impatto significativo non solo sulla salute sessuale e riproduttiva, ma anche sul benessere psico-fisico e sulla qualità della vita di tante donne. Una diagnosi precoce è cruciale, ma viene spesso formulata a distanza di anni dalla comparsa dei primi sintomi. – dichiara Nicoletta Orthmann, Direttrice Medico Scientifica Fondazione Onda – È necessario fare cultura su questo tema, educando fin dalla giovane età alla prevenzione, sensibilizzando le donne a non rassegnarsi al dolore e incoraggiandole a rivolgersi agli specialisti di riferimento per poterne comprendere la causa e identificare gli interventi terapeutici più appropriati.

“Troppe persone, affette da endometriosi, sono costrette a lasciare il proprio lavoro e a rinunciare alle proprie ambizioni professionali a causa dell’impatto fortemente invalidante che la malattia ha su di loro – dichiara Elena Crobu, collaboratrice Carrefour Italia e  referente regione Sardegna dell’Associazione Lotta Italiana per la Consapevolezza sull’Endometriosi – A.L.I.C.E. Odv – Portare all’attenzione delle Istituzioni una misura di civiltà, quale il congedo mestruale adottato da Carrefour, è un’opportunità  cruciale per tutte le persone che soffrono di dismenorrea dovuta all’endometriosi o ad altre patologie: è l’occasione affinché una best practice così importante diventi norma nazionale e non solo misura adottata dalla singola realtà aziendale”. E aggiunge: “Ci auguriamo che questo incontro sia il primo passo verso la costruzione di un lavoro di squadra,  in cui le istituzioni, confrontandosi con rappresentanti del mondo dell’associazionismo e delle realtà aziendali, giungano ad adottare un pacchetto mirato di misure necessarie per il benessere della persona assegnata femmina alla nascita affetta da endometriosi. Siamo grate a Carrefour per aver promosso questa iniziativa contribuendo non solo a fare luce sull’endometriosi, ma anche ad avviare un dialogo con le Istituzioni”

Insieme alla Policy di supporto all genitorialità, queste iniziative hanno permesso a Carrefour Italia di ricevere la certificazione GEDEIS (Gender Equality & Diversity European and International standard), che attesta non solo il rispetto delle pari opportunità di genere ma anche la più ampia applicazione di policy che favoriscono la creazione di un ambiente inclusivo.

Nell’ambito dell’impegno per la tutela della salute dei collaboratori, l’azienda ha di recente ricevuto il riconoscimento Health-Friendly Company della Fondazione ONDA – Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. Fondazione ONDA ha inoltre realizzato per Carrefour Italia una pubblicazione digitale sull’endometriosi, distribuita a tutti i collaboratori per informare sulla patologia e contribuire a creare maggiore consapevolezza sul tema.

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