Riduzione del rischio: maggiore uso della PrEP fa diminuire l’incidenza dell’HIV

Redazione

In una recente analisi dei dati provenienti dagli Stati Uniti e dall’Australia, si evidenzia una significativa correlazione tra l’aumento dell’utilizzo della profilassi pre-esposizione (PrEP) e la diminuzione dei casi di HIV. Questo fenomeno segna un punto di svolta nella lotta contro l’HIV/AIDS, offrendo speranza per un futuro con tassi di trasmissione significativamente ridotti.

Negli Stati Uniti, tra il 2012 e il 2021, si è osservata una variazione notevole nella copertura della PrEP a livello statale, variando dal 3,8% in West Virginia fino al 22,2% a New York. Questo intervallo sottolinea le disparità nell’accesso e nell’adozione della PrEP tra diversi stati, suggerendo la necessità di strategie mirate per migliorare l’accesso e l’educazione sulla PrEP.

Patrick Sullivan, DVM, MD, professore di epidemiologia alla Emory University, ha sottolineato l’importanza dell’uso della PrEP nella riduzione delle nuove diagnosi di HIV. La sua analisi ha rivelato una relazione dose-risposta tra le prescrizioni di PrEP e le nuove diagnosi di HIV a livello statale negli Stati Uniti fino al 2017. “Poiché l’uso della PrEP è aumentato da quel momento, abbiamo mirato a comprendere ulteriormente l’impatto dell’uso della PrEP e della soppressione virale dell’HIV sulla riduzione delle nuove infezioni,” ha affermato Sullivan.

I risultati presentati alla Conferenza sui retrovirus e le infezioni opportunistiche (CROI) hanno evidenziato che la variazione percentuale annuale stimata (EAPC) nei tassi di diagnosi dell’HIV tra il 2012 e il 2021 variava notevolmente tra gli stati, con Washington, D.C., che ha mostrato una riduzione significativa fino all’11,9%, mentre la Virginia Occidentale ha visto un aumento del 10,5%. Queste cifre indicano che, nonostante i progressi complessivi, esistono ancora sfide significative nella lotta contro l’HIV.

Dall’Australia arrivano dati altrettanto incoraggianti. L’accesso facilitato alla PrEP, grazie a uno schema sovvenzionato dal governo, ha permesso una rapida adozione, portando a una riduzione significativa delle nuove diagnosi di HIV tra gli uomini gay e bisessuali. Secondo Nicholas A. Medland, PhD, un epidemiologo clinico presso l’Università del Nuovo Galles del Sud, l’efficacia della PrEP nella prevenzione dell’HIV è stata confermata non solo negli studi clinici ma anche a livello di popolazione.

I dati australiani rivelano che tra 66.206 individui che hanno ricevuto la PrEP tra aprile 2018 e marzo 2023, solo 207 hanno acquisito l’HIV, sottolineando l’efficacia della PrEP nella riduzione dell’incidenza dell’HIV. L’assunzione di PrEP oltre il 60% delle volte ha ridotto l’incidenza dell’HIV del 79%, un dato che sottolinea l’importanza dell’aderenza al trattamento.

Questi risultati enfatizzano l’importanza della PrEP come strumento fondamentale nella prevenzione dell’HIV. Incoraggiando l’adozione e l’aderenza alla PrEP, insieme a un accesso più equo e a campagne di sensibilizzazione mirate, possiamo continuare a ridurre l’incidenza dell’HIV e muoverci verso l’obiettivo di eliminare la trasmissione dell’HIV.

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