Rughe addio, ma con discrezione: gli uomini scelgono il ritocco light
Botox e filler non sono più un tabù maschile. Millennials e Gen Z guidano una rivoluzione silenziosa negli studi dermatologici: sì ai trattamenti estetici, ma solo se nessuno se ne accorge.
C’è un fenomeno che sta prendendo piede silenziosamente negli ambulatori di medicina estetica: sempre più uomini varcano la soglia dei dermatologi, non più solo per problemi di acne o perdita di capelli, ma per chiedere filler e tossina botulinica. La novità non sta tanto nel fatto che gli uomini si prendano cura del proprio aspetto, quanto nel modo in cui lo fanno: con discrezione, puntando a risultati naturali che restituiscano freschezza senza tradire il passaggio sotto l’ago.
I numeri parlano chiaro. Gli uomini rappresentano oggi circa il 15% di tutte le procedure cosmetiche, secondo i dati presentati nel 2024 sulla rivista Aesthetic Plastic Surgery. Nel solo 2023 sono state eseguite 5 milioni di procedure estetiche su pazienti maschi, con millennials e generazione Z in prima fila a trainare questa crescita anno dopo anno. A confermarlo sono stati due esperti durante l’ultimo congresso della Società Americana di Chirurgia Dermatologica, sottolineando come questa tendenza stia costringendo i medici a ripensare trattamenti finora studiati e applicati prevalentemente sulle donne.
Gli uomini cercano risultati sottili e naturali, capaci di restituire sicurezza senza compromettere la propria personalità. Non si tratta di cancellare ogni segno del tempo, ma di attenuarlo con intelligenza. Rughe, zampe di galline, cedimenti o macchie sono da minimizzare ma con un look molto naturale, gli uomini temono infatti che un trattamento strong possa stravolgere i lineamenti e sottrarre mascolinità.
Nonostante l’interesse crescente, il mercato maschile resta ancora una nicchia. Ardalan Minokadeh, della Skin Care and Laser Physicians di Beverly Hills, ha ricordato che una revisione del 2020 ha rilevato come solo il 13,9% dei partecipanti agli studi clinici sulla tossina botulinica A per uso cosmetico fossero uomini. Le aziende che producono neuromodulatori tendono a non considerare prioritario questo segmento, e la letteratura scientifica dedicata ai trattamenti specifici per gli uomini è ancora scarsa. In Italia si calcola che il pubblico maschile non raggiunga il 10%, con una crescita lenta.
Trattare un viso maschile richiede un approccio diverso. Mentre sia per gli uomini che per le donne l’obiettivo è la simmetria e l’armonia delle proporzioni facciali, negli uomini si punta a contorni più forti e angolari, una silhouette squadrata e un aspetto generale più definito. Va considerato poi che gli uomini invecchiano in modo diverso: il processo è più continuo nel tempo, mentre nelle donne tende ad accelerare dopo la menopausa. Gli uomini hanno uno strato di grasso sottocutaneo più sottile e una maggiore mobilità facciale, il che porta a rughe più profonde ma meno linee sottili rispetto alle donne.
Il segreto, sta nell’individualizzare il trattamento. Ogni paziente deve essere ascoltato con attenzione: cosa desidera ottenere? Preferisce un aspetto più ruvido e mascolino oppure cerca solo di attenuare i segni più evidenti della stanchezza? È fondamentale preservare angoli e ombre del viso, evitare di trattare eccessivamente fronte e mascella. L’obiettivo finale è che l’uomo continui a sembrare se stesso, solo una versione più riposata e curata.
E sempre più spesso il ritocchino è di coppia, complice, magari in previsione di un evento importante o solo per prendersi cura di sè. Mentre la chirurgia plastica è ancora appannaggio dei più giovani per correggere nasi importanti o orecchie sporgenti.