Sindrome dell’albero di Natale: quando troppo “green” può far male

Di Anna Benedetto

Proseguiamo la rassegna su come evitare guai per le feste, passando al protagonista indiscusso del Natale: l’albero.

Secondo un report di Coldiretti/Ixè, in Italia quasi 9 famiglie su 10 scelgono di addobbare casa con un albero e 3 milioni di famiglie prediligono quello naturale. La scelta green – come vedremo – si rivela la più sostenibile anche per la salute del pianeta. Ma qualche umano potrebbe avere qualcosa da lamentare.

Albero naturale o artificiale: qual è più sostenibile per l’ambiente?

Secondo PEFC Italia (https://www.pefc.it/), ente promotore della corretta e sostenibile gestione del patrimonio forestale, conferma che scegliere un albero naturale per le festività natalizie è una scelta più eco-sostenibile rispetto all’acquisto di uno artificiale in plastica. 

Un albero finto di plastica alto 2 metri ha un’impronta di carbonio pari a circa 40 kg di emissioni di CO2 equivalenti, senza contare che impiegherà oltre 200 anni prima di degradarsi nell’ambiente. L’impronta di carbonio di un albero naturale ammonta a circa 3,5 kg di CO2, corrispondenti a un decimo di quella associata all’albero sintetico.

E dunque, stando attenti a verificare la sua provenienza (minore è la distanza di provenienza dell’albero, minore sarà il suo impatto sull’ambiente in termini di emissioni nocive), un albero vero risulterà sempre la scelta più ecosostenibile.

Scegliere un abete vero, ricorda il PEFC Italia, significa inoltre mettere in casa una pianta che respira (anche quando recisa), assorbe anidride carbonica e rilascia ossigeno e olii essenziali che purificano l’abitazione e, una volta terminato il suo ciclo vitale, ritorna ad essere sostanza organica. 

E per chi non ha a disposizione un giardino o sufficiente spazio per tenere a casa l’albero tutto l’anno, attenzione a smaltirlo in modo corretto, portandolo nelle isole ecologiche, dove sarà trasformato in compost, utile alla crescita di nuove piante.

Si può essere allergici all’albero?

Fatto salvo tutto ciò, esiste anche un fattore imponderabile: “la sfiga”. 

Se tornate a casa con albero ed addobbi bio, ma iniziate a manifestare sintomi di congestione e malessere (talvolta simili al Covid), non vi state trasformando in Mr. Scrooge e questi non sono i segnali di una improvvisa “allergia al Natale”, quanto una condizione poco conosciuta chiamata “sindrome dell’albero di Natale” (in inglese Christmas Tree Syndrome).

Le cause? Principalmente gli allergeni e i funghi di cui l’albero si fa veicolo per consentire loro di continuare a proliferare al caldo nelle nostre abitazioni.

Le cause

Generalmente qui in Italia come albero di Natale in Italia si usa un peccio (Picea abies) detto anche abete rosso. Gli alberi sono ricchi di allergeni potenziali, tra cui polline, acari della polvere e soprattutto muffa.

Sono oltre 50 le specie di muffe che possono trovare rifugio in un solo albero di Natale, creando un habitat ideale per allergeni come AspergillusPenicillium e Cladosporium. Una volta posizionato l’albero in casa al caldo, le muffe si disperdono nell’aria attraverso spore aeree che possono irritare il sistema immunitario.

La presenza di muffe cresce esponenzialmente nei primi giorni in cui l’albero è in casa. Le ricerche mostrano che, durante i primi tre giorni, il numero di spore di muffa raggiunge le 800 unità per metro cubo d’aria, aumentando a 5.000 entro due settimane. Il caldo e l’umidità in casa forniscono il terreno ideale per la loro proliferazione.

Rimedi

Se opti per un albero vero, assicurati di scuoterlo bene per rimuovere polvere, muffa e polline prima di portarlo in casa. È inoltre consigliabile posizionare l’albero nella parte più fresca della casa per evitare la proliferazione delle spore di muffa.

Sintomi respiratori e dermatologici

L’esposizione prolungata agli alberi vivi può scatenare problemi respiratori e cutanei. Tra i sintomi principali troviamo naso chiuso, starnuti, tosse, irritazione oculare e prurito alla gola. L’asma può peggiorare, mentre la pelle può reagire con arrossamenti, gonfiori e pruriti.

Rischio maggiore per affetti da asma e allergie

Le persone con asma, BPCO e allergie sono più a rischio di sviluppare la “sindrome dell’abero di Natale”. Studi dimostrano che il 7% dei soggetti allergici sperimenta un picco di sintomi quando ha un albero in casa, mentre chi soffre di dermatite da contatto può vedere un peggioramento dei sintomi.

Consigli per superare il Natale senza trasformarsi in un Grinch

Se, nonostante questi accorgimenti, temi di diventare in qualche modo “allergico al Natale”, prendi precauzioni. Lascia volare la fantasia ed opta per addobbi alternativi in carta o in altri materiali (senza polvere e muffe incorporate). Se non vuoi rinunciare alla “magia” dell’albero vero, conviene rispettare questi accorgimenti:

        scegliere varietà con un potenziale allergenico inferiore (gli abeti Douglas e Fraser sono noti per produrre meno allergeni rispetto all’abete rosso o al pino); 

       ispezionare l’albero per individuare eventuali presenze di muffe prima di portarlo a casa. La più comune è l’Aspergillus, che apparirà nero in superficie e solitamente biancastra o gialla nella parte inferiore;

       pulire accuratamente il tronco e i rami verso il basso con una soluzione di acqua e candeggina (1 parte di candeggina e 20 parti di acqua) o con altri detergenti appropriati e lasciare asciugare prima di introdurlo nell’ambiente domestico;

       Irrigare l’albero regolarmente per prevenire la disidratazione, mantenere la casa ventilata e trovare una posizione ideale per evitare ambienti caldi e umidi che aumentano la crescita della muffa;

In conclusione, che tu sia un Grinch o un amante sfegatato delle feste, preparati a muoverti tra aghi e ghirlande natalizie con saggezza ed uno spray extra per il naso libero. Il Natale può portare tanta gioia, ma l’allergia è una sorpresa che nessun elfo ha desiderio di consegnarti a casa proprio il giorno di Natale e Babbo Natale sarà l’unico autorizzato ad avere il naso arrossato!

https://mohre.it

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