Smettere di fumare? Donne (e uomini) è arrivata la citisina

Di Lorenzo Zamboni, Psicoterapeuta, Membro del Board Scientifico di MOHRE

Nel panorama dei rimedi per la disassuefazione da fumo di sigarette esistono diversi rimedi: gli NRT (cerotti e gomme a base di nicotina), le sigarette elettroniche, la vareniclina, il buproprione ecc.

Dal 2016 è possibile prescrivere un ulteriore farmaco, la citisina. L’origine è naturale, deriva infatti da una pianta, il ‘maggio ciondolo’ (Laburnum anagyroides). Dalla pianta si ottiene un alcaloide che, se ben somministrato ha un effetto potente sul desiderio di fumare e sui sintomi di astinenza.

Scoperto nelle sue proprietà farmacologiche nei paesi dell’Est europeo, da qualche decennio l’estratto di maggio ciondolo, è diventata un farmaco distribuito in farmacia, inizialmente solo in Polonia, Bulgaria, Lettonia e Lituania. Il boom delle vendite ha portato ad eseguire i primi studi di efficacia.

Attualmente in Italia nessun brand farmaceutico produce direttamente il farmaco, é quindi disponibile solo in formulazione galenica. E proprio questo sembra essere il suo punto debole: il costo estremamente basso la rende poco attraente per le case farmaceutiche che dovrebbero sopportare i costi della distribuzione con un margine di guadagno estremamente ridotto. 

Eppure in termini di efficacia e sicurezza la citisina ha eguagliato, se non superato, la più famosa vareniclina. Gli effetti collaterali sono pochi e rari. Nell’esperienza di Medicina delle Dipendenze (Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata Verona), che vede oltre 400 fumatori l’anno, si registrano davvero pochi casi di reazioni avverse e nessuno di gravità importante.

Esiste un position paper ovvero un documento comune, sottoscritto dai più grandi esperti di tabacco a livello mondiale, pubblicato su una nota rivista scientifica con lo scopo di diffondere nel mondo l’uso della citisina, in quanto farmaco sicuro (Van Schayck et al., 2017). Purtroppo è restato pressoché inascoltato. Solo il Canada ha raccolto la raccomandazione e, il suo governo, ne ha promosso la produzione e l’uso.

Allo stesso modo il costo diventa per citisina un punto forte e di assoluto rilievo, in quanto permette l’accesso alla terapia a una fascia ampia di popolazione, anche a quelle più economicamente disagiate, le quali sono spesso quelle che fumano di più e che non ha le capacità economiche per affrontare una terapia antifumo.

Altro punto interessante di citisina è l’assunzione: si inizia ad assumere il farmaco partendo da dosi basse e continuando a fumare. In questa fase, generalmente, il fumatore sente un progressivo calo del desiderio di fumare. Viene consigliato di smettere di fumare dopo circa una settimana dall’inizio del trattamento.

Ma come funziona citisina?

Spiegandola brevemente, possiamo dire che la citisina agisce come ‘agonista parziale’ dei recettori colinergici alpha4beta2, responsabili dell’effetto di rinforzo della nicotina: si lega ai recettori della nicotina con questi recettori prima che lo faccia quella contenuta nella sigaretta. Quando si fuma l’effetto di scarsa gratificazione (perché il recettore è già ‘sazio’). In altre parole, la citisina va a occupare il posto della nicotina, evitando che quest’ultima possa agire il suo effetto sui recettori bersaglio. L’effetto esperito dalla persona è quella di un bisogno minore di sigarette giornaliere mentre , quelle fumate diventano meno gradevoli. In questo modo si favorisce lo “svezzamento” del fumatore dalla sigaretta. Una volta abbandonato l’uso delle sigarette, la citisina viene assunta per ridurre gli effetti dell’astinenza e far sentire meno la mancanza delle sigarette al fumatore. 

Ovviamente la terapia va consigliata e seguita da un medico quindi no nel modo più assoluto al ‘fai da te’. La citisina è ottenibile con ricetta bianca (galenica) del proprio medico di medicina generale o presso un centro antifumo. Successivamente bisogna recarsi presso le farmacie in grado di incapsulare il prodotto base. La dose è fissata in 1,5 mg per capsula.

Chi soffre di un qualsiasi disturbo mentale, anche se non grave, tende a fumare più frequentemente e in maggior quantità, rispetto agli altri fumatori, si tratta di un noto tentativo di ‘autocura’. Per questo un farmaco potente e sicuro come la citisina, senza interazioni con altri farmaci, può permettere cure più prolungate in questi pazienti più fragili di altri, con costi sostenibili, poiché questi pazienti sono spesso più precari anche dal punto di vista economico.

L’arrivo di citisina nei ricettari italiani è stato un passaggio importante, che ha aggiunto alle “penne” degli specialisti e dei medici di base uno strumento importante. Come tutte le terapie per il fumo, non esiste una “pillola” né una bacchetta magica, ma se ben utilizzata è un trattamento efficace.

Bibliografia essenziale

Van Schayck OCP, Williams S, Barchilon V, Baxter N, Jawad M, Katsaounou PA, Kirenga BJ, Panaitescu C, Tsiligianni IG, Zwar N, Ostrem A. Treating tobacco dependence: guidance for primary care on life-saving interventions. Position statement of the IPCRG. NPJ Prim Care Respir Med. 2017 Jun 9;27(1):38. doi: 10.1038/s41533-017-0039-5. Erratum in: NPJ Prim Care Respir Med. 2017 Sep 5;27(1):52. PMID: 28600490; PMCID: PMC5466643.

Walker N, Howe C, Bullen C, McRobbie H, Glover M, Parag V, Williman J, Veale R, Nosa V, Barnes J. Study protocol for a non-inferiority trial of cytisine versus nicotine-replacement therapy in people motivated to quit smoking. BMC Public Health, 2011;11:880. 

Tinghino B, Baraldo M, Mangiaracina G, Zagà V. Tabaccologia, 2015;2:1-8

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