Sopravvissuti al cancro: solo il 4% aderisce alle linee guida sui corretti stili di vita

  • Solo il 4% dei sopravvissuti al cancro aderisce a tutte e 4 le linee guida ACS.
  • Fattori associati all’aderenza includono sesso femminile, età avanzata, razza nera, istruzione superiore e residenza negli Stati Uniti occidentali.
  • Un totale di 10.020 intervistati ha partecipato allo studio.
  • Sopravvissuti al cancro sono target di strategie di miglioramento degli stili di vita, al lavoro il nuovo Intergruppo parlamentare (www.intergruppostilidivita.it)

Le linee guida American Cancer Society mirano a migliorare la salute dei sopravvissuti al cancro, ma l’aderenza era stata poco studiata. Obiettivo dello studio trasversale utilizzando dati del Behavioral Risk Factor Surveillance System appena apparso su Jama Oncology [1] era valutare l’aderenza e i fattori associati tra i sopravvissuti al cancro.

Risultati: Solo il 4% aderisce pienamente alle linee guida ACS. Fattori associati includono sesso femminile, età avanzata, razza nera, istruzione superiore e residenza negli Stati Uniti occidentali. Se presi singolarmente, gli stili di vita e i comportamenti corrispondenti sono più incoraggianti: il 72% (IC al 95%, 71%-74%) dei sopravvissuti al cancro ha soddisfatto i criteri per un’adeguata attività fisica, il 68% (IC al 95%, 66%-69%) non ha avuto obesità, ma solo il 12% (IC al 95%, 11%-13%) ha mangiato quantità adeguate di frutta e verdura e il 50% (IC al 95%, 49%-52%) non ha bevuto alcolici.

Nonostante siano dati americani e quindi non completamente sovrapponibili alla realtà europea e italiana si può comunque prendere spunto per intercettare questa particolare popolazione di persone come target di strategie per la riduzione del rischio. 

Migliorare la comprensione dell’aderenza può guidare le raccomandazioni cliniche, questo studio fornisce importanti insight sull’aderenza alle linee guida ACS tra i sopravvissuti al cancro, evidenziando la necessità di un maggiore supporto e consapevolezza riguardo alla salute e al benessere post-trattamento. 

Arrivare prima e diminuire il carico di malattie grazie a informazione, literacy e diminuzione delle disuguaglianze è l’ambizioso obiettivo dell’Intergruppo Parlamentare Stili di Vita e Riduzione del Rischio che si è costituito a Roma ed è stato presentato alla Sala Stampa della Camera dei Deputati.  

Promosso dall’Osservatorio MOHRE (www.mohre.it) si occuperà di studiare strategie per aiutare i cittadini a fare scelte più salutari e intervenire sui fattori di rischio modificabili. Sui 600 mila decessi (2016) occorsi in Italia, circa 200mila sono attribuibili a 5 stili di vita modificabili che pesano per il 33% nei maschi e per il 26% nelle donne. Basti pensare che dei 19,8 milioni di decessi per cause cardiovascolari, l’80% sarebbero prevenibili modificando i comportamenti dannosi (JACC/dic 2023). Circa la metà dei decessi per cancro riconoscono nelle cause stili di vita errati con un numero di 4,45 milioni di persone a livello globale.

[1] JAMA Oncol. Pubblicato online il 18 aprile 2024. doi:10.1001/jamaoncol.2024.0470

https://mohre.it

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