Spermidina: elisir di lunga vita?

Ida Macchi

E’ una new entry della gamma dei nutraceutici che promettono di combattere l’invecchiamento e sul mercato si trovano ormai numerosi integratori che la contengono. Si chiama spermidina ed è una sostanza naturale presente in alcuni alimenti, considerata già da molti come una sorta di elisir della longevità. Ma è proprio così? Ne parliamo con il dottor Emilio Minelli, medico di famiglia e consulente esperto di Medicina Complementare del Centro collaborante OMS, Università degli Studi di Milano

VIA LA SPAZZATURA MOLECOLARE

“La spermidina ha effettivamente la capacità di interferire con i processi d’invecchiamento perché agisce positivamente sulle centrali energetiche delle nostre cellule, i mitocondri, stimolando l’autofagia”, spiega lo specialista. “E’ quel processo fisiologico grazie al quale le cellule del nostro corpo scompongono e si nutrono di alcuni loro componenti, come proteine e altro materiale inutilizzato, grazie al quale eliminano scarti potenzialmente dannosi e nello stesso tempo fanno il pieno di nuova energia utile a tutte le loro funzioni vitali. Insomma, è lo stesso meccanismo che viene attivato da buone abitudini di vita come il digiuno intermittente e l’attività fisica e garantisce un rinnovamento e una pulizia molecolare utile a combattere l’infiammazione cronica e lo stress ossidativo che logorano l’organismo, favorendo la crescita e il mantenimento di tessuti sani. Da qui il suo effetto antinvecchiamento, utile soprattutto dopo una certa età quando l’autofagia diventa meno efficiente e i prodotti di scarto tendono ad accumularsi, facilitando le tipiche malattie della terza età, comprese quelle che mettono a rischio cuore e circolazione”. Infatti, l’azione antiaging della spermidina è dimostrata anche  da studi condotti nelle cosiddette 5 zone blu del nostro pianeta (l’Ogliastra in Sardegna, l’isola di Okinawa in Giappone, Nicoya in Costa Rica, l’isola di Icaria in Grecia e la località di Loma Linda in California), dove si vive più a lungo proprio grazie a buone abitudini di vita, compresa quella di consumare di più i cibi ricchi di spermidina.  

UNA SFERZATA AI NEURONI e AL SISTEMA IMMUNITARIO 

La spermidina  fa bene anche al cervello perché ripulisce gli ingranaggi della memoria. Lo dimostra una ricerca dell’Istituto di Biochimica e Biologia cellulare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IBBC) di Monterotondo, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Aging Cell. Secondo i ricercatori rimette in moto i neuroni e corregge i difetti dell’archivio dei nostri ricordi, soprattutto in persone over 60 predisposte al declino cognitivo, proprio perché ripulisce il cervello da aggregati proteici tossici. Studi preliminari stanno inoltre valutando se, in coppia con un’altra sostanza naturale (l’eugenolo), grazie alle sue capacità di attivare l’autofagia, sia in grado di ridurre la progressione del tumore del colon retto. “Stando ad ulteriori ricerche sembra inoltre in grado di mantenere più vigile e attivo anche il nostro sistema immunitario, proprio perché favorisce il rinnovamento anche delle cellule di difesa, sostituendo quelle ormai danneggiate con nuove leve in grado di meglio reagire a batteri e virus”, conclude il dottor Minelli .  

PRIMA FONTE: GLI ALIMENTI, MA UN EXTRA ANCHE DALL’INTEGRATORE 

La prima fonte della spermidina sono alcuni cibi: “è abbondante nel germe di grano, nelle farine di frumento integrali, nel tofu e in prodotti a base di  soia fermentata come il miso o il natto”, sottolinea il nostro esperto. “Ne sono buone fonti il cavolfiore, i broccoli, i funghi , alcuni formaggi stagionati, la carne di pollo, manzo, tacchino e maiale e i pesci come il salmone. La prima regola per sfruttarne i poteri è perciò quella  di mettere più spesso in tavola gli alimenti che ce la forniscono. Esistono però in commercio anche integratori a base di spermidina (in genere in compresse che ne contengono 1 mg), ma il loro utilizzo e soprattutto la scelta del dosaggio giornaliero ottimale va affidato al medico che lo identifica in rapporto  ad alcuni dati: l’età, eventuali cattive abitudini (fumo, alimentazione poco equilibrata, sedentarietà), ma anche al luogo in cui si vive. E’ infatti diverso, e va tenuto in considerazione, l’impatto degli inquinanti sulla salute cellulare di chi vive in una città trafficata e con un’aria di pessima qualità, rispetto a chi risiede in campagna o in un paese di montagna. In genere ai dosaggi suggeriti dal medico il nutraceutico non dà effetti collaterali”.               

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