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Terapia con testosterone, cuore al sicuro

di Anna Benedetto

Gli uomini che assumono la terapia con testosterone non corrono un rischio maggiore di infarto durante il loro primo anno di trattamento. Lo ha stabilito una revisione appena apparsa su The Lancet in cui i ricercatori hanno dimostrato che la terapia sostitutiva del testosterone sembra sicura per l’uso a breve e medio termine per il trattamento di una condizione causata dalla carenza dell’ormone sessuale maschile. Ciononostante le conclusioni si limitano agli effetti a lungo termine ma danno risposte solo in una prospettiva di 12 mesi.

La terapia sostitutiva del testosterone è il trattamento standard per l’ipogonadismo, una condizione che può causare disfunzioni sessuali, indebolimento di ossa e muscoli e riduzione della qualità della vita.

La ricerca mette a segno un traguardo importante: le attuali linee guida infatti non erano chiare sul fatto che il trattamento sia associato a un aumento del rischio cardiovascolare. La Food & Drugs Agency (FDA) statunitense ha un avviso di sicurezza sul testosterone e sulle malattie cardiache, ma l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha concluso che non ci sono informazioni sufficienti per affermare che il testosterone causi problemi cardiaci.

La mancanza di accordo sulla sicurezza del testosterone rendeva i medici e i pazienti incerti sui rischi e in alcuni casi questo portava ad una resistenza alla prescrizione per un atteggiamento cautelativo. I risultati presentati al congresso ENDO 2022 negli Stati Uniti e pubblicati sulla rivista The Lancet Healthy Longevity, suggeriscono che gli uomini trattati con testosterone per curare l’ipogonadismo non corrono un rischio maggiore di infarto, ictus e altri eventi cardiovascolari o morte , a breve e medio termine rispetto agli uomini che non ricevono un trattamento con testosterone.

Nessun rischio aumentato

I ricercatori hanno esaminato 17 studi usando lo strumento della metanalisi che hanno coinvolto quasi 3.500 partecipanti, circa la metà dei quali ha ricevuto testosterone, mentre la metà ha ricevuto un placebo. Non hanno riscontrato un aumento significativo degli eventi cardiovascolari tra i gruppi testosterone e placebo (7,5% vs 7,2%, rispettivamente) o tasso di mortalità (0,4% vs 0,8%, rispettivamente).

Anzi, hanno scoperto che il testosterone ha ridotto significativamente alcuni marcatori chiave della salute cardiovascolare, tra cui il colesterolo totale sierico, la lipoproteina ad alta densità (HDL) e i trigliceridi rispetto al placebo. Tuttavia, non ci sono state differenze significative nelle lipoproteine a bassa densità sieriche (LDL), nella pressione sanguigna, nell’incidenza del diabete e negli esiti avversi alla prostata tra i gruppi testosterone e placebo.

Lo studio quindi suggerisce che, almeno entro il primo anno di trattamento, il trattamento con testosterone non è associato a problemi cardiaci e può essere somministrato in sicurezza. 

“Eventi cardiovascolari avversi e mortalità negli uomini durante il trattamento con testosterone: un singolo paziente e una meta-analisi di dati aggregati” di Jemma Hudson et al. è pubblicato su The Lancet Healthy Longevity. DOI: 10.1016/S2666-7568(22)00096-4

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