Tumore alla prostata, scoperto nuovo biomarcatore di rischio

di Valentina Arcovio

Si chiama lipoproteina A ed è responsabile del trasporto del colesterolo nel sangue. Quando si presenta a livelli elevati nel sangue può essere un segnale di un maggior rischio di cancro alla prostata. Questo nuovo potenziale biomarcatore è stato individuato da un gruppo di scienziati dell’Imperial College London in uno studio pubblicato sulla rivista Plos One. Alcuni fattori associati a un rischio più elevato di cancro alla prostata non possono essere modificati, come ad esempio l’età avanzata. Mentre altri fattori di rischio per la forma aggressiva della malattia, come il fumo e l’obesità, possono essere potenzialmente modificati. Così come i livelli di lipoproteina A, tramite apposite terapie farmacologiche

Il possibile legame tra lipidi e cancro alla prostata

Ricerche precedenti suggeriscono che livelli ematici più elevati di lipidi potrebbero essere associati a un aumento del rischio. In tal caso, i farmaci ipolipemizzanti potrebbero teoricamente ridurre il rischio di cancro alla prostata. Tuttavia, l’evidenza esistente per le associazioni tra lipidi nel sangue e cancro alla prostata è stata inconcludente. Per comprendere meglio queste possibili associazioni, i ricercatori hanno analizzato i collegamenti tra il rischio di cancro alla prostata e diversi lipidi nel sangue: la lipoproteina A, il colesterolo lipoproteico a bassa densità, il colesterolo lipoproteico ad alta densità, i trigliceridi e le apolipoproteine A e B. Lo studio si è basato sui dati contenuti nella Biobanca inglese e nel consorzio Prostate Cancer Association Group to Investigate Cancer Associated Alterations in the Genome (PRACTICAL), che esamina i fattori di rischio del cancro alla prostata. 

I farmaci contro la lipoproteina A sono utili per ridurre il rischio cancro?

Gli scienziati hanno utilizzato un metodo noto come “randomizzazione mendeliana”, che sfrutta la casualità intrinseca del processo genetico della meiosi per migliorare la validità dell’analisi. Gli esperti hanno valutato le variazioni nelle sequenze genetiche associate a diversi livelli ematici dei lipidi, per comprendere se queste fossero statisticamente collegate a un aumentato rischio di cancro alla prostata. Stando ai risultati del gruppo di ricerca, livelli più elevati di lipoproteina A erano associati a un rischio complessivo più elevato di cancro alla prostata, e della stessa patologia a esordio precoce. Non sono emerse invece correlazioni significative per gli altri lipidi considerati. Questo lavoro, spiegano gli autori, suggerisce che i farmaci in grado di ridurre i livelli di lipoproteina A potrebbero essere impiegati per ridurre il rischio di cancro alla prostata in alcuni individui. “Saranno necessarie ulteriori ricerche per confermare questi dati – concludono gli studiosi – e per chiarire i meccanismi biologici sottostanti”.

LINK A STUDIO: https://journals.plos.org/plosmedicine/article?id=10.1371/journal.pmed.1003859

https://mohre.it

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*

Chinese (Simplified)CroatianEnglishFrenchGermanItalianJapaneseRussianSpanish