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Un antidepressivo potrebbe essere utile contro Covid-19

di Valentina Di Paola

L’assunzione di fluvoxamina, un farmaco antidepressivo, potrebbe ridurre significativamente il rischio di ospedalizzazione e decesso se somministrato a pochi giorni dalla comparsa dei sintomi dell’nfezione Covid-19. Questo incoraggiante risultato emerge da uno studio, pubblicato sulla rivista The Lancet Global Health, condotto dagli scienziati della Washington University School of Medicine di St. Louis e della McMaster University di Hamilton, in Canada. Il team, guidato dalla scienziata Angela Reiersen, ha valutato il potenziale di questo medicinale nel trattamento precoce della malattia da nuovo coronavirus. Secondo i risultati del gruppo di ricerca, i dati preliminari sembrano molto promettenti.

Il farmaco agisce sulla serotonina

L’antidepressivo viene distribuito sotto forma di pillole e si prescrive in caso di depressione maggiore e problemi d’ansia, come il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo d’ansia sociale, la dismorfofobia e gli attacchi di panico. La fluvoxamina agisce aumentando i livelli di serotonina cerebrale tra le cellule nervose. Gli scienziati hanno sottoposto i partecipanti a un ciclo di 10 giorni con somministrazione dell’antidepressivo. Nell’ambito dell’indagine, sono stati reclutati 1.497 adulti non vaccinati e ad alto rischio arruolati in 11 siti clinici del Brasile. I volontari hanno ricevuto 100 milligrammi di fluvoxamina o placebo due volte al giorno per 10 giorni. Nel follow-up di 28 giorni dalla data di somministrazione del trattamento, i ricercatori hanno riscontrato che il 15,7 per cento della coorte associata al placebo (119 su 756 persone) ha sviluppato complicazioni tali da richiedere il ricovero, mentre solo il 10,7 per cento di coloro che hanno ricevuto l’antidepressivo (79 su 741) sono stati ospedalizzati. 

Un presidio semplice ed economico 

Secondo i risultati degli studiosi, il gruppo trattato con fluvoxamina nei primi giorni dell’infezione corre un rischio di ricovero inferiore di oltre due terzi e a un pericolo di mortalità del 91 per cento più basso. “Il farmaco – osserva Angela Reiersen della Washington University School of Medicine di St. Louis – sembra essere caratterizzato da proprietà biologiche che potrebbero reprimere l’infiammazione innescata da Covid-19”. Un ciclo da dieci giorni di fluvoxamina, riportano gli esperti, è associato a un costo di soli 10 dollari, pari a circa 8,80 euro. Per confronto, un trattamento di cinque giorni con molnupiravir antivirale, un farmaco sviluppato dall’azienda tedesca Merck e attualmente utilizzato per i pazienti Covid, costa 700 dollari, pari a circa 616 euro. “Il nostro lavoro suggerisce che il farmaco ha ridotto del 32 per cento i ricoveri in ospedale – osserva Reiersen – tra coloro che hanno assunto i dosaggi più elevati di fluvoxamina, il medicinale ha ridotto del 66 per cento le complicazioni gravi e del 91 per cento il tasso di mortalità”. Nel gruppo di controllo, infatti, si sono verificati 12 decessi, a fronte di una sola vittima nella coorte che ha ricevuto il farmaco. “Riteniamo che la fluvoxamina debba essere impiegata nel trattamento dei pazienti con alto rischio di morbilità e mortalità per complicanze dell’infezione da Covid-19 – conclude la scienziata – il medicinale potrebbe rappresentare una soluzione pratica a basso costo per il trattamento dei pazienti positivi a SARS-CoV-2 e a rischio di complicazioni”. 

LINK A STUDIO: https://www.thelancet.com/journals/langlo/article/PIIS2214-109X(21)00448-4/fulltext 

https://mohre.it

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