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UN SORRISO SMAGLIANTE anche a casa, merito delle ‘mascherine’

di Ida Macchi  

Secondo una ricerca dell’Academy of General Dentistry, ben il 40% di noi per prima cosa è colpito dal sorriso di chi gli sta davanti: se la dentatura è bianca e smagliante, è un passe-partout per le relazioni con gli altri. Il colore dei denti, però, è dato da madre natura e non sempre è splendente come vorremmo. Non solo:” il consumo cibi che colorano come caffè, te o liquirizia e/o le cattive abitudini come il fumo, possono ombreggiarlo, ingiallire lo smalto e far perder lucentezza alla dentatura”, spiega la dottoressa Alice Cittone, igienista dentale a Torino e Milano. Che fare, allora, per ridarle candore? Ecco le soluzioni a disposizione con i loro reali effetti.  

Dentifrici whitening

“Nonostante il nome, non sbiancano, ma danno solo una rinfrescata al colore naturale della dentatura”, sottolinea la specialista “Inoltre, per non avere sorprese, attenzione alla loro scelta. Molti di quelli in commercio contengono sostanze abrasive come polvere di silicio, microgranuli di bicarbonato o perlite, e sono troppo aggressivi: possono graffiare lo smalto che, maggiormente poroso, poi tende a macchiarsi più facilmente. Per questo, è importante controllare il loro indice di abrasività, indicato sulla confezione con la sigla RDA seguita da un numero. Quello ideale che non mette a rischio lo smalto? Compreso tra 50 e 80. Consigliabile, inoltre, orientarsi su dentifrici whitening “riparatori” e remineralizzanti: contengono sostanze  come l’idrossiapatite di zinco sostituita o il fluoro che mantengono ben idratato, nutrito e liscio lo smalto e quindi a minor rischio di ombreggiature. Anche per questo possono essere usati quotidianamente. Attenzione invece al collutorio: meglio evitare quelli a base di clorexidina  (se non consigliati dal dentista e da usare per pochi giorni ) e alcuni di quelli a base di fluoruri:  possono far cambiare tonalità alla dentatura e facilitare la comparsa di macchie”.

Strisce e mascherine fai da te

In commercio esistono anche strisce e mascherine sbiancanti da far aderire sulla superficie dei denti, ma anche in questo caso non bisogna aspettarsi miracoli: “possono contenere ozono che si trasforma in ossigeno libero, sostanza che ‘illumina’ lo smalto”, spiega la dottoressa Cittone. “Oppure actilux, un principio attivo che cattura le sostanze coloranti prima che macchino i denti e che nello stesso tempo ripara lo smalto.  Quasi del tutto scomparse dal mercato, invece, quelle a base di piccole percentuali di perossido di idrogeno, ovvero di acqua ossigenata, con un’azione smacchiante. In guardia, però, da strisce e mascherine acquistate online che ne contengono alte concentrazioni: una direttiva europea stabilisce che la concentrazione massima del perossido di idrogeno nei prodotti sbiancanti fai-da-te in vendita in Italia non può superare lo 0,1%.  Se più alta, può causare infiammazioni alle gengiveirritazioni ai tessuti molli della bocca, o addirittura una necrosi del  dente”. 

Dal dentista o dall’igienista dentale

Per effettuare un vero sbiancamento, eliminare anche le macchie più profonde ed ottenere qualche gradazione di bianco in più, invece, occorre rivolgersi all’odontoiatra o all’igienista dentale. Due i trattamenti a disposizione : “lo sbiancamento domiciliare e quello ‘alla poltrona’ che utilizzano apposite sostanze gassose schiarenti (perossido di carbamide o perossido di idrogeno) che penetrano nei normali canali (i tubuli) dello smalto”  spiega la dottoressa Cittone. “Le impurità presenti al loro interno vengono perciò facilmente rimosse e la dentatura acquista nuova lucentezza e candore. Entrambi i trattamenti vanno però preceduti da una pulizia professionale, utile ad eliminare accumuli di placca o di tartaro alla base dei denti o sotto il bordo gengivale. Non solo: per evitare problemi di sensibilizzazione, prima dello sbiancamento lo specialista può suggerire un trattamento remineralizzante da effettuare alla poltrona, o l’uso quotidiano di dentifrici salva smalto”.

A casa

Ma cosa prevede il trattamento domiciliare? “Il dentista prepara due apposite mascherine di silicone, modellate sulle proprie impronte dentali. Chi porta l’apparecchio invisibile, invece, può utilizzarlo anche per lo sbiancamento”, spiega la dottoressa Cittone. “Mascherine o apparecchio vanno riempite con un gel sbiancante (a base di perossido di carbamide al 16% o di perossido di idrogeno al 6%) fornito dallo specialista e poi indossate secondo le sue indicazioni: da 1 a 4 ore al giorno, sino a tutta la notte. La mattina basta toglierle, sciacquare la bocca e lavare i denti. Nessuna necessità invece di bandire dalla propria dieta alimenti come il caffè: lo smalto viene remineralizzato prima dello sbiancamento e non corre rischi di macchiarsi. Le mascherine vanno portate per almeno 15 giorni e donano un bianco insuperabile, destinato a durare per anni. Eventualmente, è necessario un richiamo con solo qualche notte di trattamento, una volta l’anno: per mantenere i risultati al top”.  

Alla poltrona 

Se si sceglie trattamento nello studio del dentista, invece, lo sbiancamento può essere effettuato in una o più appuntamenti che seguono però lo stesso iter : “lo specialista protegge le gengive con apposite dighe liquide e applica sulla superficie dei denti un gel di perossido di carbamide o di idrogeno ad alte concentrazioni in cui sono diluite anche sostanze reidratanti che prevengono problemi di sensibilizzazione”, spiega la dottoressa Cittone. “Poi, per accelerare l’azione del gel e farlo penetrare più facilmente nei tubuli, può attivarlo con una speciale luce a led, o con un raggio laser. La seduta dura circa un’ora, ma gli effetti durano diversi mesi, con la necessità però di ripetere ogni tot di anni il trattamento.  In alcuni casi i due trattamenti vengono associati: una seduta alla poltrona, seguita dal trattamento domiciliare. 

Il costo del bleaching professionale: dai 350 ai 600 euro. 

https://mohre.it

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