Una dieta pericolosa: alimenti ultra-elaborati collegati a serie di rischi per la salute

Redazione

Comodi, appetibili, saporiti, dalle immagini invitanti, permettono di rendere irrisori i tempi di preparazione o concedersi uno snack ma attenzione, sono responsabili di almeno 30 problemi di salute. Quindi prima di metterli nel carrello, occhio all’etichetta, meno solo i nomi di alimenti riconoscibili, più il rischio è che l’alimento sia ‘ultraprocessato’. Basti pensare a cibi precotti, ricchi di conservanti e addensanti.  Una recente ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista British Medical Journal ha lanciato un allarme sulla crescente dipendenza da alimenti ultra-elaborati, evidenziando i loro pericolosi legami con oltre 30 problemi di salute, che vanno dal diabete alle malattie cardiache fino al cancro. Questo studio, che analizza 45 meta-analisi, sottolinea come l’elevato consumo di questi prodotti possa aumentare il rischio di gravi conseguenze per la salute, inclusi problemi gastrointestinali, obesità, disturbi del sonno, condizioni mentali avverse e una morte prematura.

Gli alimenti ultra-elaborati, definiti come prodotti che subiscono numerosi processi industriali e sono spesso arricchiti con coloranti, emulsionanti e altri additivi, comprendono una vasta gamma di prodotti come snack confezionati, bevande gassate, cereali zuccherati e pasti pronti. Nonostante la loro comodità e appetibilità, questi alimenti tendono ad essere densi di zuccheri, grassi e sale, ma poveri di nutrienti essenziali come vitamine e fibre.

Il rischio per la salute associato al consumo di questi alimenti varia in base alla quantità e frequenza di assunzione. Ad esempio, la ricerca ha identificato un legame “convincente” tra un’alta assunzione di alimenti ultra-elaborati e un aumento del 50% del rischio di morte per malattie cardiovascolari, oltre a un rischio maggiore dal 48 al 53% di sviluppare ansia e disturbi mentali comuni. Un incremento del 12% nel rischio di diabete di tipo 2 è stato anche evidenziato come una forte correlazione.

Nonostante alcune aree, come l’asma e la salute gastrointestinale, presentino ancora evidenze limitate, il quadro complessivo suggerisce un urgente bisogno di ridurre la dipendenza da questi alimenti nel nostro regime alimentare quotidiano. Questi risultati sono particolarmente rilevanti per i paesi ad alto reddito, dove gli alimenti ultra-elaborati possono rappresentare fino al 58% del consumo calorico giornaliero.

La diffusione e la varietà di alimenti ultra-elaborati sono aumentate significativamente negli ultimi decenni, rendendo imperativo un intervento da parte delle autorità pubbliche per promuovere una maggiore consapevolezza e incentivare l’adozione di diete più salutari. Gli autori dello studio esortano a implementare misure come l’etichettatura chiara degli alimenti e politiche economiche favorevoli agli alimenti freschi e minimamente trasformati, al fine di contrastare questa tendenza preoccupante e salvaguardare la salute pubblica.

https://mohre.it

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*