Università di Tor Vergata: necessario implementare nuove forme di tutela per giocatori patologici

Il contrasto alla dipendenza da gioco d’azzardo non può che passare da un nuovo approccio sistemico che coinvolga tutta la filiera, senza escludere gli utenti finali, attraverso il Registro Unico degli Esclusi, che deve essere esteso a tutte le forme di gioco e non solo all’online come accade oggi.

A tracciare la strada è il Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina Traslazionale dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata che ha condotto uno studio sulle modalità più efficaci per la realizzazione di un Registro Unico delle Esclusioni (R.U.E.) del settore dei giochi con vincita in denaro.

Uno strumento fondato sull’autoesclusione, non solo dal gioco online come già accade oggi, e sulla possibile introduzione della cosiddetta “eteroesclusione”, la richiesta di esclusione dal gioco di una persona da parte di soggetti terzi (es. familiari, conoscenti, medici, ecc.). 

“È necessario implementare un’azione di ricerca proattiva volta a rappresentare al legislatore nuove forme di tutela di giocatori patologici o problematici, al fine di realizzare al meglio un corretto bilanciamento di interessi tra consumatori, Stato e concessionari”, commenta il Prof. Cristiano Iurilli, Responsabile Area legale “Gruppo ricerche diritti e salute del giocatore-consumatore” dell’Università di Roma Tor Vergata.

Lo studio è stato presentato oggi durante un convegno a Roma; l’analisi prende in considerazione sia l’attuale scenario nazionale che il quadro internazionale, dove il registro di esclusione è realtà consolidata da tempo, seppur con alcune differenze. Da qui le strategie da implementare per mettere a sistema nuovi e più giusti principi di esclusione, con l’obiettivo di tutelare al meglio i consumatori e dare agli esercenti la possibilità di intervenire in maniera molto più efficace nella lotta al Disturbo da Gioco d’Azzardo (DGA).  

“L’istituzione di un registro nazionale unico di esclusione ed autoesclusione, che riguardi non solo il gioco online ma anche tutto il gioco fisico a partire dalle sale specializzate, è assolutamente necessaria – dichiara Emmanuele Cangianelli, Presidente di EGP-FIPE, Associazione Italiana Esercenti Giochi PubbliciSi tratta di una richiesta che a più riprese abbiamo inoltrato a tutti i nostri interlocutori istituzionali e questo studio non fa che confermare quello che abbiamo sempre sostenuto. Per anni chi doveva occuparsi di politiche pubbliche si è concentrato solo su strumenti quali il distanziometro o l’utilizzo della tessera sanitaria sugli apparecchi, ignorando tutti gli studi e le analisi che sostenevano la loro inutilità nel contrasto al gioco patologico, senza esplorare strade battute egregiamente nel resto d’Europa. Ecco perché la sua adozione dovrebbe avere massima priorità ed essere in cima ai temi del riordino del settore: darebbe agli esercenti la possibilità di tutelare al meglio i consumatori più a rischio impedendogli l’ingresso nelle sale specializzate, non incidendo sulla libertà dei giocatori sociali.”

Lo studio in sintesi

La ricerca ha analizzato le modalità per la realizzazione di un Registro Unico delle Esclusioni (R.U.E.) del settore dei giochi con vincita in denaro in Italia, con l’obiettivo di ricercare la giusta connessione tra autodeterminazione, legislazione e libertà di iniziativa economica nel particolare settore del gioco legale, andando a individuare le migliori basi giuridiche volte all’introduzione di adeguate strategie operative per garantire l’agire dei molti protagonisti interessati al tema, l’ordine e la salute pubblica.

Nell’analisi comparata delle esperienze internazionali sul tema sono stati presi in considerazione Belgio, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Germania e Arizona. È emerso che, sebbene l’obiettivo sia sempre quello di proteggere i giocatori, esistono importanti differenze sulle soluzioni adottate. Ciò è dovuto alle diverse condizioni sociali, normative e politiche di ogni Paese, che si riflettono in un framework regolatorio e gestionale estremamente diversificato. Le principali differenze si rilevano sull’efficacia territoriale del R.U.E., che per alcuni Stati è valida su tutto il territorio nazionale (Belgio, Francia) e per altri è limitata al livello locale (Spagna, Germania). Lo strumento dell’eteroesclusione è attualmente usato in Belgio, Spagna (limitatamente ad alcune Comunità autonome) e in Germania.

Secondo le evidenze scientifiche proposte dallo Studio, una strategia efficace dovrebbe basarsi su un sistema che sia per quanto possibile indipendente dalle tipologie di gioco, attraverso un approccio che dia maggiore rilevanza al concetto di responsabilizzazione di tutti gli attori della filiera del gioco, alla qualificazione dell’offerta e alla realizzazione di nuovi e più adeguati ambienti. Relativamente all’efficacia della misura dell’esclusione si evidenzia come essa sia massima in presenza di un’esclusione del giocatore da tutte le tipologie di gioco, da tutti i canali di vendita del gioco (fisico e online) indipendente rispetto alle caratteristiche dei punti vendita e valido su tutto il territorio nazionale.

Per quanto riguarda le tipologie di esclusione dal gioco è possibile individuare l’autoesclusione nel caso in cui la modalità di attivazione del processo di esclusione sia effettuato dal giocatore o l’eteroesclusione nel caso in cui la richiesta di iscrizione al R.U.E. sia effettuata da un soggetto terzo familiare o portatore d’interesse. La visione dell’esclusione dal gioco in denaro come una strategia piuttosto che come un semplice strumento individuale, se inserita nel contesto italiano, dovrebbe includere: la definizione di un framework normativo e regolatorio in grado di definire i principali aspetti funzionali della strategia; la realizzazione di Registro Unico degli Esclusi (R.U.E.) che comprenda il gioco regolamentato online, terrestre e anche l’eteroesclusione; l’individuazione del ruolo della comunicazione e dell’informazione al consumatore, al giocatore, ai familiari e ai portatori di altri interessi.

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