Sincope: Cause, Sintomi e Come Gestire uno Svenimento – Intervista alla Dott.ssa Jeness Campodonico
Marta Salvati
Ogni anno circa due milioni di italiani sperimentano uno svenimento, noto in ambito medico come sincope. Si tratta di un fenomeno che può sembrare banale, ma che talvolta può nascondere cause più gravi, come patologie cardiache. Abbiamo intervistato la Dott.ssa Jeness Campodonico, vice Responsabile dell’Unità Complessa di Cardiologia Clinica e Riabilitativa del Centro Cardiologico Monzino di Milano, per approfondire le cause e le modalità di gestione della sincope.
Dottoressa, che cos’è la sincope e quali sono le cause più comuni di uno svenimento?
La sincope, o svenimento, è una perdita momentanea di coscienza causata da una riduzione improvvisa del flusso sanguigno al cervello. Generalmente, l’episodio è breve e il recupero avviene rapidamente. Le cause principali della sincope includono:
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Sincope vasovagale: causata da una reazione eccessiva del sistema nervoso a stimoli come stress emotivo, dolore intenso o la vista di sangue.
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Ipotensione ortostatica: un abbassamento della pressione sanguigna quando ci si alza troppo velocemente da una posizione seduta o sdraiata.
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Problemi cardiaci: aritmie o altre patologie che alterano il battito cardiaco e il flusso sanguigno.
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Deidratazione e ipoglicemia: mancanza di liquidi o livelli bassi di zucchero nel sangue.
Quando gli episodi si ripetono o non hanno una causa evidente, è fondamentale rivolgersi a un medico per una valutazione.
Quali problematiche cardiache possono essere alla base della sincope?
Le principali problematiche cardiache che possono provocare la sincope sono:
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Aritmie cardiache: irregolarità nel ritmo del cuore, che impediscono al cuore di pompare sangue in modo efficace.
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Stenosi aortica: restringimento della valvola aortica che riduce il flusso sanguigno dal cuore.
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Cardiomiopatia ipertrofica: ispessimento del muscolo cardiaco che ostacola il flusso di sangue.
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Malattia coronarica: ostruzione delle arterie coronarie che diminuisce l’afflusso di sangue ossigenato al cuore, aumentando il rischio di sincope.
Queste condizioni richiedono una valutazione medica approfondita, poiché potrebbero comportare rischi gravi.
Quali segnali dobbiamo tenere in considerazione quando si verifica uno svenimento?
Quando si verifica uno svenimento, ci sono alcuni segnali che possono aiutarci a capire la causa e la gravità dell’episodio:
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Prima dello svenimento: sintomi come capogiri, debolezza improvvisa, visione offuscata, nausea, sudorazione fredda o palpitazioni.
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Durante lo svenimento: la perdita di coscienza è di solito improvvisa e di breve durata. È importante notare se la persona cade e rischia di ferirsi, se la respirazione è normale o se si verificano movimenti involontari, come le convulsioni.
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Dopo lo svenimento: se la persona riprende coscienza completamente, ma ha qualche difficoltà di orientamento o si sente debole, è importante monitorarla. Se i sintomi persistono o se c’è mal di testa o nausea, è consigliabile chiedere un parere medico.
Se si verificano segnali gravi, come dolore toracico, difficoltà respiratoria, o perdita di coscienza prolungata, è fondamentale chiamare subito il 118.
Esistono segnali che ci aiutano a distinguere la sincope cardiogena da altre forme di sincope?
Sì, la sincope cardiogena è quella causata da un problema al cuore. I segnali distintivi includono:
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Esordio improvviso senza sintomi premonitori: la sincope cardiogena si presenta spesso senza avvertimenti come vertigini o nausea.
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Occorrenza durante attività fisica o quando si è sdraiati: se la sincope avviene durante uno sforzo fisico o mentre la persona è sdraiata, potrebbe indicare una causa cardiaca.
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Palpitazioni prima dello svenimento: la percezione di battiti cardiaci irregolari o accelerati è un segnale comune.
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Recupero rapido senza sintomi post-critici: chi subisce una sincope cardiogena tende a riprendersi velocemente senza confusione o stanchezza.
In presenza di questi segnali, è fondamentale rivolgersi subito a un medico, poiché la sincope cardiogena può essere legata a condizioni molto serie, come aritmie pericolose.
Cosa si dovrebbe fare subito per soccorrere una persona che ha perso i sensi?
Se una persona perde conoscenza, la cosa più importante è garantire che l’ambiente sia sicuro. Ecco i passaggi principali:
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Valutare la coscienza: chiamare la persona e scuoterla delicatamente per vedere se reagisce. Se non risponde, è necessario considerarla incosciente.
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Chiamare i soccorsi: se la persona è incosciente, è fondamentale chiamare il 118 o il numero di emergenza locale.
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Controllare la respirazione: se la persona respira normalmente, metterla nella posizione laterale di sicurezza. Se non respira, è necessario iniziare la rianimazione cardiopolmonare.
È molto importante evitare di somministrare cibo o bevande finché la persona non è completamente cosciente e di non scuoterla troppo violentemente, soprattutto in caso di sospetto trauma cranico.
Dopo un episodio di sincope, è sempre necessario rivolgersi al medico? Quali esami potrebbero essere necessari?
È sempre consigliabile consultare un medico dopo un episodio di sincope, soprattutto se è il primo o se si verificano episodi ricorrenti. La valutazione medica è fondamentale per capire la causa e determinare il tipo di accertamenti necessari. I principali esami includono:
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Elettrocardiogramma (ECG) per monitorare il battito cardiaco.
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Ecocardiogramma per analizzare la funzione del cuore.
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Monitoraggio cardiaco per 24 ore per osservare il ritmo e la pressione durante la giornata.
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Test da sforzo per monitorare il cuore sotto stress.
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Ecografia Doppler delle carotidi e altri esami neurologici, se sospetti problemi cerebrali.
Questi esami aiutano a identificare se la sincope è di origine cardiaca, neurologica o altro.
Chi è più predisposto a sperimentare la sincope?
La sincope può verificarsi in persone di qualsiasi età, ma ci sono gruppi più predisposti. Ad esempio, chi ha problemi di pressione bassa, specialmente quando si alza rapidamente, è più a rischio di sincope ortostatica. Anche persone con malattie cardiache o problemi neurologici sono più vulnerabili. Inoltre, durante la gravidanza, le alterazioni ormonali e il cambiamento del volume sanguigno possono aumentare il rischio di svenimenti.
L’età influisce sul rischio di sincope e sulla sua pericolosità?
Sì, l’età ha un impatto importante. Nei giovani, la sincope è generalmente causata da fattori innocui come lo stress emotivo o la vista del sangue (sincope vasovagale). Negli anziani, invece, la sincope è spesso legata a patologie più serie, come malattie cardiovascolari, neurologiche o metaboliche. Inoltre, gli anziani sono più a rischio di cadute e traumi, e la loro ripresa da un episodio di sincope è spesso più lenta.
Quali sono i consigli per chi ha avuto episodi di sincope in passato?
Per chi ha avuto episodi di sincope in passato, è fondamentale adottare alcune precauzioni per ridurre il rischio di ricadute:
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Mantenere una buona idratazione, bevendo almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno.
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Evitare il digiuno prolungato e fare pasti regolari per mantenere stabile la glicemia.
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Alzarsi lentamente per evitare cali di pressione improvvisi.
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Evitare ambienti caldi e affollati, che favoriscono la vasodilatazione.
Inoltre, riconoscere i segnali premonitori, come vertigini o visione offuscata, e mettersi subito in sicurezza, sdraiandosi e sollevando le gambe, può prevenire l’insorgere della sincope.
Conclusione
La sincope è un fenomeno comune che, nella maggior parte dei casi, non è grave. Tuttavia, è importante sapere come riconoscere i segnali e come agire tempestivamente in caso di svenimento. Se gli episodi sono ricorrenti o accompagnati da sintomi gravi, è essenziale rivolgersi al medico per escludere cause più serie e prevenire eventuali complicazioni.